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Come stimolare la creatività sul posto di lavoro

02 Novembre 2022
Come stimolare la creatività sul posto di lavoro

Innovare. Avere idee nuove. In un contesto dove velocità e cambiamento continuo la fanno da padrone, obbligando le aziende ai giusti interventi a livello organizzativo e alle corrette iniziative destinate all’aumento delle competenze, incentivare la creatività sul posto di lavoro diventa più che un’esigenza. E se per lungo tempo essa è stata una caratteristica confinata principalmente nelle aree dei prodotti e dei servizi, dove è sempre stato necessario produrre quel qualcosa in più che distinguesse dalla concorrenza, oggi favorire la creatività diventa strategico anche a livello organizzativo, per l’ottimizzazione dell’efficienza e della produttività.

Un recentissimo sondaggio, condotto da Gartner e presentato durante la ReimagineHR Conference, conferma come la metà dei professionisti HR (il 49% del campione) reputi il pensiero innovativo come una delle tre chiavi fondamentali per il successo di un’organizzazione. Eppure, i dati raccolti su un campione di oltre 3500 dipendenti segnalano come soltanto il 46% delle aziende ponga in essere azioni e comportamenti che favoriscano e incoraggino il pensiero creativo. Oltre la metà delle organizzazioni, dunque, sembrano perdere l’occasione di sfruttare a proprio vantaggio una delle forze propulsive più efficaci di questo periodo storico.

Sono almeno due le questioni fondamentali da affrontare per far sì che la creatività sul posto di lavoro risulti incentivata:

  • Metterla a sistema, ovvero evitare che risulti essere l’espressione delle caratteristiche di singoli elementi all’interno del team ma venga promossa come competenza centrale per tutto il personale aziendale, ed evitare che sia osteggiata e ostacolata da troppo consolidate conoscenze pregresse.
  • Favorire l’immaginazione e accettare gli errori, parti integranti di qualsiasi processo creativo. 

Ed anche Emily Rose McRae, Senior Director di Gartner HR, commentando i dati raccolti ha giustamente ricordato come: “Le azioni di un’organizzazione che mirano a stimolare la creatività dei dipendenti producono un impatto almeno doppio rispetto alle capacità del singolo”.

Tre le azioni principali che le organizzazioni, e i professionisti HR in particolare, possono intraprendere per aumentare la creatività dei propri dipendenti:

  • Favorire la partecipazione per aumentare le conoscenze e le competenze. In una situazione lavorativa così frammentata, tra ambienti di lavoro reali e virtuali, l’obiettivo del professionista HR è quello di creare le condizioni perché la generazione di idee avvenga in tutte le modalità di lavoro, facilitando contemporaneamente la partecipazione. Il lavoro del leader deve essere quello di includere, a tutti i livelli, con l’obiettivo di sfruttare la diversità di prospettive.
  • Ridurre i livelli di stress, ostacolo alla creatività. Garantire ai dipendenti il tempo di ricaricarsi tra le attività, perché cercare e trovare soluzioni creative e innovative richiede il giusto spazio mentale e temporale. In linea generale, ogni azienda dovrebbe chiedersi se l‘attuale organizzazione abbia o meno sviluppato una cultura premiante la generazione di idee, indipendentemente dal successo finale delle stesse. Come detto, sbagliare fa parte del processo creativo.
  • Abbracciare le novità per guidare l’immaginazione. Quando il lavoro è fatto di giornate ripetitive, di incontri sempre con le stesse persone e di azioni ripetitive, la creatività non è certo incoraggiata. Favorire l’incontro tra team diversi, persone diverse e esigenze diverse, aggiungere novità alla quotidianità, crea i presupposti per la nascita di idee creative e spezza la routine alla quale purtroppo si finisce per abituarsi. E sappiamo bene quanto incida la motivazione in azienda, non solo a livello psicologico ma per i suoi risvolti in termini di business.
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