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La tua azienda dovrebbe essere il miglior luogo dove lavorare

30 Agosto 2022
La tua azienda dovrebbe essere il miglior luogo dove lavorare

Qualche tempo fa sarebbe sembrata un’inutile esagerazione concentrare gli sforzi nell’obiettivo di creare la migliore esperienza lavorativa possibile per tutti i collaboratori. La situazione tipo in azienda prevedeva infatti perlopiù un’organizzazione gerarchica piramidale, con a capo un unico decisore che calava dall’alto le sue linee guida, da osservare minuziosamente senza troppe discussioni. Oggi – finalmente diciamo noi – questa non è più la normalità, grazie alla presa di coscienza di quanto importante sia la motivazione del personale nei luoghi di lavoro, e quale differenza faccia a livello di produttività e di benessere aziendale il fatto di poter contare su persone collaborative, non stressate né desiderose di arrivare il prima possibile alla fine della giornata.

La parola che più di ogni altra riflette questo grande cambiamento, che pone le persone al centro di ogni processo, è “fiducia”. Un’azienda sana oggi si regge proprio sulla fiducia dei dipendenti nei confronti della dirigenza e dei manager, su una proficua collaborazione orizzontale tra colleghi nel perseguire obiettivi comuni e sull’orgoglio nel fare parte di un’organizzazione capace di fornire prospettive di carriera e di sviluppo personale.

E proprio in base a questi parametri la società di consulenza Great Place to Work® stila annualmente una classifica dei migliori luoghi dove lavorare, incrociando i dati relativi alle pratiche e alle iniziative dell’organizzazione con quelli provenienti dall’esperienza dei collaboratori, e fornendo una valutazione del Ritorno sull’Investimento delle politiche aziendali.

Cosa rende un’azienda il “miglior luogo dove lavorare”?

L’edizione 2022 della classifica ha raccolto il parere di quasi 100mila collaboratori, mediante un questionario incentrato su 5 parametri chiave, da tenere presenti in qualsiasi organizzazione che si preoccupi di mettere le persone al centro della propria organizzazione.

  • CREDIBILITA’ del management, ovvero la misura della capacità di comunicare e dell’integrità dei comportamenti di coloro che sono preposti alla gestione del business.
  • RISPETTO, ovvero la misura di quanto i collaboratori si sentano supportati a livello professionale, si sentano coinvolti e ricevano attenzione.
  • EQUITA’, ovvero la misura di quanto le pratiche manageriali vengano percepite come giuste e non discriminanti, dal punto di vista retributivo e non solo.
  • ORGOGLIO dei collaboratori nel fare parte dell’organizzazione e nei confronti del proprio lavoro.
  • COESIONE con i colleghi di lavoro, ovvero la misura dello spirito di squadra e della collaborazione interna.

La soddisfazione e i riflessi sul fatturato aziendale

Qualcuno tra i più scettici potrebbe avere da ridire sul fatto che tutto questo sforzo per rendere migliore e più vivibile il luogo di lavoro non abbia un ritorno a livello economico, ma che anzi sia inutilmente dispendioso. Eppure, come ben evidenziato da Beniamino Bedusa, Presidente e Partner di Great Place to Work® Italia, se si vanno a confrontare i risultati di crescita del fatturato delle aziende nella classifica dei Best Workplaces con quelli certificati dall’ISTAT, si nota come per il 2021 l’aumento per le prime sia stato pari al 23,25% rispetto all’anno precedente, contro il 14,86% per le seconde.

Se poi si allarga lo sguardo e si prendono i dati relativi agli ultimi 10 anni, la differenza si fa ancora più evidente: la crescita di fatturato ha registrato una media annua del 12,7% per le aziende che sono entrate nella classifica dei Best Workplaces, contro una media dello 0,2% dei dati dell’ISTAT relativi a industria e servizi. Risultati che appaiono chiari ed inequivocabili.

Ancora una volta dunque viene dimostrata la stretta correlazione tra l’attenzione nel creare un ambiente di lavoro sano e orientato al benessere ed i risultati in termini di business. Un concetto che ancora nel nostro paese, rispetto al resto dell’Europa, non è del tutto passato ma che pian piano si sta affermando nella mentalità imprenditoriale, sempre più attenta alla raccolta di dati relativi alla soddisfazione dei dipendenti. E se a questi ultimi aggiungiamo quelli relativi all’esperienza dei clienti, che ormai sono diventati la normalità tra feedback e recensioni, ecco che davvero è possibile per l’azienda misurare le proprie performance sia a livello interno che verso l’esterno, intervenendo di volta in volta per limare i difetti e ottimizzare i processi.

Quello che appare oltremodo interessante in tutto ciò, è come frequentemente siano interconnesse la soddisfazione dei dipendenti e quella dei clienti, di come si tratti in qualche maniera dei due lati di una stessa medaglia, di due mondi che hanno tra loro una stretta correlazione: tanto i migliori talenti sono attratti dalle migliori organizzazioni, quanto i clienti preferiscono l’esperienza di acquisto più coinvolgente ed emotivamente stimolante. E inevitabilmente il benessere dei dipendenti ha un riflesso diretto sulla buona esperienza vissuta da clienti e consumatori. Tenere conto di tutto ciò rende un’azienda diversa dalle altre, e può farla emergere.        

Immagine e Immagine da rawpixel.com

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