Skip to main content
Telefono: 06 94015034 Email: info@studiofelli.com  Orari: Lun-Ven 10/13 - 15/18

Gli imprenditori ottimisti e la reazione alla crisi

16 Giugno 2021
Gli imprenditori ottimisti e la reazione alla crisi

Tutti, compresi gli imprenditori, si sono trovati a dover fronteggiare mesi imprevedibili a causa della pandemia che ha a più ondate raggiunto i vari paesi, stravolgendone abitudini e mercati. In generale in tutto il mondo del lavoro si è assistito alla divisione tra coloro che hanno avuto un atteggiamento più positivo e ottimistico e quelli che invece tendevano a vederla in maniera negativa, definendo i loro comportamenti in base al differente tipo di approccio. Ma analizzando il singolo caso della classe imprenditoriale, quanto è stato importante essere ottimisti durante il periodo di crisi?

Tanto, almeno secondo uno studio condotto durante il lockdown della scorsa primavera su 1.642 imprese britanniche dal professor Mario Daniele Amore dell’Università Bocconi, insieme a Orsola Garofalo (Copenhagen Business School) e Victor Martin-Sanchez (King’s College London). Gli imprenditori ottimisti sono infatti quelli che hanno risposto meglio alla crisi, dimostrando più proattività nella promozione in particolare dell’innovazione di prodotto e dei cambiamenti organizzativi.

Cosa significa essere “imprenditori ottimisti”?

In linea generale si tratta dell’aspettativa di avere maggiori successi che insuccessi, e se frequentemente questo atteggiamento è ben diffuso nella classe in oggetto, ci sono comunque parecchie variabili dovute sia alla predisposizione personale che all’influenza dell’ambiente. Alcuni studi precedenti avevano già messo in luce come l’atteggiamento positivo influisse nell’adattamento a situazioni di stress o di cambiamento, e questo studio conferma come questa inclinazione si sia rivelata produttiva anche in tempo di pandemia.

La misurazione del “livello di ottimismo” degli imprenditori è stata fatta attraverso un test standard online, e quelli classificati come fortemente ottimisti hanno avuto percentuali significativamente più alte nell’impegno relativo all’innovazione di prodotto e nel cambiamento organizzativo. In più, per quanto sia comunque difficile stabilire in questo caso una diretta relazione causa-effetto, gli imprenditori più ottimisti se la sono cavata meglio anche sul fronte finanziario, con un calo delle entrate inferiore di circa 8 punti percentuali rispetto al resto del campione.

La letteratura manageriale ha evidenziato sia i pro che i contro dell’ottimismo per gli imprenditori. Con questo studio dimostriamo che l’ottimismo induce una più forte reazione a una crisi”, conclude il Professor Amore a commento della ricerca.

I rischi del troppo ottimismo

Non bisogna dimenticare infatti come alcune ricerche precedenti avessero messo in guardia gli imprenditori dai rischi collegati all’eccesso di ottimismo. Uno studio dell’Università di Bath condotto insieme alla London School of Economics evidenziava proprio come imprenditori con aspettative ottimistiche superiori alla media finissero per guadagnare il 30% in meno rispetto agli altri, particolarmente a causa della sottovalutazione dei rischi.

Per questi inguaribili ottimisti, così come per quanti abbiano la tendenza ad essere eccessivamente orientati al pessimismo, suonano particolarmente bilanciate le parole del Professor Chris Dawson dell’Università di Bath, a commento della succitata ricerca: “La pianificazione basata su convinzioni imprecise porta a decisioni sbagliate e fornisce risultati peggiori e minore benessere rispetto a quella basata su convinzioni razionali e realistiche. Sia per gli ottimisti che per i pessimisti”.

Ben vengano dunque gli imprenditori ottimisti, ma senza eccedere. Parafrasando una delle tante espressioni in voga in questo periodo storico, si auspica un “ottimismo ragionato”.

Vuoi ricevere i nostri articoli via email? Inserisci i tuoi dati qui di seguito
=
Leggi altri articoli
  • Temporary Manager nelle PMI: cambiare con metodo

    Temporary Manager nelle PMI: cambiare con metodo

  • Il ruolo della cultura aziendale nella nuova normalità

    Il ruolo della cultura aziendale nella nuova normalità

  • Le modifiche al Testo Unico Sicurezza sul Lavoro

    Le modifiche al Testo Unico Sicurezza sul Lavoro

  • La tua azienda dovrebbe essere il miglior luogo dove lavorare

    La tua azienda dovrebbe essere il miglior luogo dove lavorare

  • Valutare l’efficacia della formazione col Modello di Kirkpatrick

    Valutare l’efficacia della formazione col Modello di Kirkpatrick

  • Leadership e fiducia: nuovi paradigmi della creazione del valore in azienda

    Leadership e fiducia: nuovi paradigmi della creazione del valore in azienda

  • Benessere e cura alla base dell’engagement

    Benessere e cura alla base dell’engagement

  • L’Intelligenza Artificiale nel settore HR

    L’Intelligenza Artificiale nel settore HR

    Scarica il
    Modello F.i.c.O.

    per ottimizzare la gestione del personale