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10 sfide organizzative per l’azienda moderna

30 Maggio 2023
10 sfide organizzative per l’azienda moderna

Quali sono oggi i cambiamenti più importanti che le aziende stanno affrontando? E in che maniera coloro che sono investiti della leadership possono cogliere al meglio le opportunità del periodo storico senza farsi trovare impreparati?

Sono due delle domande alle quali il report McKinsey “The State of Organizations 2023” ha cercato risposta, conducendo un’inchiesta ad ampio spettro in aziende di tutto il mondo. Ne vengono fuori 10 sfide organizzative, che vanno necessariamente affrontate nella maniera migliore nell’ottica di riorganizzare con efficacia strutture e processi, e di gestire al meglio il personale aziendale.

Questioni cruciali, in un momento nel quale solo la metà dei leader aziendali afferma che le proprie organizzazioni siano ben preparate ad anticipare e reagire agli shock esterni, mentre ben due su tre considerano le proprie organizzazioni eccessivamente complesse e inefficienti.
Dove riporre dunque la massima attenzione?

Coniugare resilienza e esigenza di velocità

Viviamo una fase nella quale la velocità dei cambiamenti costringe con frequenza l’organizzazione a riadattarsi. Le aziende in grado di resistere ai momenti di crisi e di comprendere rapidamente come sfruttare le nuove opportunità a proprio vantaggio, possono significativamente guadagnare terreno rispetto alle altre. Se è vero che la metà dei leader vede la propria organizzazione impreparata ai cambiamenti repentini, è altrettanto vero che le aziende che hanno mostrato maggiore resilienza nel corso di questi ultimi anni hanno anche realizzato performance finanziarie migliori di circa il 50% rispetto alle altre. Essere agili, saper cogliere il momento e adattare rapidamente l’organizzazione sono le chiavi per non ritrovarsi indietro.

Bilanciare lavoro in presenza e ibrido

Più di 4 persone su 5, che hanno avuto accesso parzialmente o integralmente al lavoro da remoto durante gli ultimi due anni, dichiarano di voler mantenere i benefici di un’organizzazione di questo tipo. Appare dunque essenziale, superata quella fase di emergenza che ha costretto molti all’improvvisazione, avere ben chiaro a livello organizzativo quale tipo di attività sia necessario svolgere in presenza e quali invece possano essere agevolmente gestite da remoto. Essenziale anche ripensare di conseguenza alle strutture e al supporto da fornire per entrambe le modalità di lavoro, così da concentrare al meglio tutte le energie sugli obiettivi da raggiungere.

Abbracciare il digitale e sfruttare l’intelligenza artificiale

Migliorare l’efficienza organizzativa oggi significa mettere a sistema tutto ciò che la tecnologia può offrire. Significa investire nella digitalizzazione e insieme nell’adozione di strumenti – come l’intelligenza artificiale – adiuvanti nell’intervenire con efficacia sia sulle modalità di svolgimento del lavoro sia sulla capacità di raccogliere e analizzare i dati relativi all’azienda. Elemento fondamentale questo per predisporre le migliori strategie. Tra il 2018 e il 2022 l’uso dell’intelligenza artificiale è già raddoppiato, e in prospettiva non abbiamo dubbi possa diffondersi capillarmente un po’ in tutti i settori.

Accettare le nuove regole per attrarre e trattenere il personale

Si è fatto strada un nuovo atteggiamento delle persone verso il lavoro, così come durante il lavoro. Le organizzazioni non possono fare altro che prendere atto di tutto ciò, adattando le loro proposte di valore alle preferenze individuali, così da colmare per quanto possibile il divario e cercare il migliore compromesso tra ciò che vogliono i lavoratori di oggi e ciò di cui le aziende hanno bisogno. La percentuale di quanti si dichiarano pronti a lasciare il proprio lavoro e guardarsi attorno è infatti sempre piuttosto alta, tanto che dal report traspare come il 39% dei rispondenti potrebbe prendere una decisione del genere nel giro dei prossimi 3/6 mesi. Essere attrezzati per non lasciar andare i migliori fa ormai parte della routine nella gestione delle risorse umane.

Colmare i gap nelle competenze

Spesso le aziende pongono molta enfasi sull’annuncio dell’adozione di un nuovo elemento tecnologico o digitale nella loro organizzazione senza però aver colmato il gap di competenze necessario a mettere a sistema il cambiamento. Che dunque finisce per rimanere solo sulla carta. Per ottenere davvero un vantaggio competitivo, le organizzazioni oggi come oggi hanno l’obbligo di rendere strutturali queste competenze, dando vita ad un insieme integrato di persone, processi e tecnologia che consenta loro di fare qualcosa di costantemente migliore rispetto ai concorrenti. Dal report emerge come solo il 5% degli intervistati affermi che l’organizzazione sia in linea con i suoi bisogni per ciò che riguarda le competenze. Un gap da colmare per il bene dell’azienda.

Valorizzare i talenti

Il clima di incertezza di questo periodo storico invita le organizzazioni a concentrare le proprie attenzioni sul fatto di abbinare le persone di maggior talento ai ruoli chiave in azienda. La ricerca di McKinsey mostra proprio che, in molte organizzazioni, tra il 20 e il 30% dei ruoli chiave non sono ricoperti dalle persone più appropriate, con conseguente danno per l’azienda. Eppure, la differenza tra avere uno dei migliori performers e un dipendente medio salta subito all’occhio, visto che il primo risulta fino a 8 volte più produttivo a parità di ruolo.

Adottare uno stile di leadership consapevole e stimolante

Coloro che sono investiti della leadership aziendale affrontano al giorno d’oggi una sfida che è triplice: essere in grado intanto di guidare se stessi, coordinare e confrontarsi con la dirigenza e insieme essere da esempio e fungere da guida per i team aziendali. Per fare tutto ciò al meglio, il leader deve costruire una profonda consapevolezza sia di sé che degli ambienti operativi che lo circondano. E stando a quanto riportato nelle interviste, per il momento siamo abbastanza lontani: solo il 25% del pannello conferma che i propri leader siano motivati ed appassionati, fungendo da ispirazione per tutta la forza lavoro.

Fare progressi significativi in materia di diversità, equità e inclusione

Molte organizzazioni, quando si tratta di dare priorità a diversità, equità e inclusione, a parole si esprimono in maniera favorevole ma spesso le iniziative non si traducono in progressi significativi. Il 70% degli intervistati conferma infatti che diversità, equità e inclusione siano priorità aziendali, anche se solo il 47% riconosce che la sua organizzazione sia attrezzata per raggiungere gli obiettivi previsti. Per realizzare progressi davvero significativi, i leader dovranno identificare le opportunità per fare progressi sia all’interno delle loro organizzazioni che nelle loro comunità e nella società in generale.

Non sottovalutare gli interventi per la salute mentale e il benessere

Circa nove organizzazioni su dieci in tutto il mondo offrono qualche forma di programma orientato al benessere del personale. Eppure, sembra esserci ancora molto da fare sull’argomento. I dipendenti che segnalano di avere problematiche legate alla salute mentale e al benessere hanno 4 volte le possibilità di decidere di lasciare l’organizzazione rispetto agli altri dipendenti, tanto che alle aziende non si chiede di intervenire una tantum con correttivi improvvisati, quanto di predisporre un sistema che, preso atto delle cause del disagio, intervenga per limitarne al massimo gli effetti negativi.

Ripensare l’efficienza

Più di un terzo dei leader intervistai nel sondaggio elenca l’efficienza tra le prime tre priorità organizzative. Aumentare l’efficienza significa però molto di più che gestire crisi immediate o portare a termine lo stesso lavoro con meno risorse; significa distribuire in modo più efficace le risorse dove contano di più. Cause di inefficienza sono individuate nella complessità della struttura organizzativa, così come in ruoli e responsabilità poco chiari.

Raccogliere queste sfide organizzative significa puntare a costruire un’organizzazione preparata ad adattarsi a nuove situazioni, nuove sfide e nuove opportunità. Che in una situazione volatile come quella attuale, è l’unica che oltre a sopravvivere potrà aspirare a coglierne le opportunità.

Immagine di rawpixel.com su Freepik
Immagine di mindandi su Freepik

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