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L’Intelligenza Artificiale nel settore HR

15 Marzo 2023
L’Intelligenza Artificiale nel settore HR

Negli ultimi tempi, l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale come ChatGPT sta diventando sempre più diffuso anche nel settore delle Risorse Umane. Questo tipo di tecnologia può essere utilizzata per automatizzare processi, rispondere alle domande dei dipendenti e migliorare l’esperienza degli utenti in diversi ambiti. Grazie alla sua capacità di apprendimento continuo, ChatGPT è in grado di fornire risposte sempre più precise e personalizzate, rendendo la sua diffusione sempre più massiccia.

Ecco, queste prime righe non sono state scritte dall’autore dell’articolo, ma sono esattamente la risposta dell’Intelligenza Artificiale alla seguente richiesta: “Mi servono cinque righe di introduzione a un articolo sull’uso di ChatGPT nel settore HR, scritte con tono professionale e sottolineando come ormai la diffusione dello strumento sia massiccia”. Sopresi? Neanche troppo crediamo.

È indubbio, infatti, che negli ultimi mesi si stia assistendo ad un utilizzo senza freni di questo e di altri strumenti di Intelligenza Artificiale (AI) come coadiuvanti nello svolgimento del lavoro di tutti i giorni, in tutti i settori compreso quello delle Risorse Umane. Talvolta alla luce del sole, talvolta sottobanco. Talvolta consapevolmente, talvolta in maniera del tutto sperimentale e/o casuale.

I numeri della diffusione dell’AI nel mondo del lavoro

Una ricerca condotta dal social network Fishbowl mette in luce come la percentuale di professionisti che si stiano servendo di questi strumenti sia ormai in aumento vertiginoso. Dal 27% che aveva risposto affermativamente agli inizi di gennaio, si è passati al 43% dello scorso mese di febbraio. Oramai quasi una persona su due al lavoro si “aiuta” con l’AI e le conversazioni che si tengono sull’argomento aumentano di pari passo, con un +107% prendendo in considerazione il solo periodo che va dal 2 al 23 gennaio 2023.

L’utilizzo in campo HR

I lavoratori stanno utilizzando l’AI per redarre curriculum e comporre lettere di accompagnamento, per il copywriting, nel campo della programmazione e per scrivere efficaci e-mail di vendita e di marketing. Per quello che riguarda specificamente il settore che riguarda i professionisti HR, un recente articolo della rivista Forbes cita alcuni degli utilizzi più diffusi, tra i quali possiamo elencare a mero titolo di esempio:

  • Redazione di Regolamento e Policy aziendale
  • Preparazione dei meeting di lavoro (raccolta di informazioni circa la persona che si va a incontrare, attraverso una ricerca dettagliata di quanto reperibile in rete)
  • Descrizione delle offerte di lavoro
  • Assistenza nella risoluzione dei conflitti sul lavoro
  • Assistenza nella redazione di documenti legali aziendali

Opportunità (tante) e rischi

Le possibilità, sia sul fronte manageriale che su quello dei collaboratori e dipendenti sono al momento impossibili da perimetrare. Eppure, nonostante questi strumenti abbiano certamente dalla loro il vantaggio enorme di garantire lo svolgimento del proprio lavoro nel modo più efficiente possibile, non c’è dubbio che la forza lavoro e i professionisti HR debbano essere consapevoli dei possibili pericoli che derivano dal loro utilizzo, tra cui il plagio, la possibilità di incorrere in informazioni errate e persino rischi per la sicurezza.

Per entrambe le categorie valgono l’esperienza e la competenza delle persone per raggiungere un alto livello qualitativo, anche quando per raggiungere l’obiettivo preposto si sia partiti da uno spunto o ci si sia aiutati con l’AI. Oggi come oggi siamo ancora in una fase nella quale l’equilibrio è lontano dall’essere raggiunto. Tanto che quasi il 70% dei dipendenti che si servono di strumenti di questo tipo non lo stanno comunicando ai loro superiori (dati della ricerca Fishbowl), con tutti i rischi che ciò possa comportare.

Rischi che peraltro appaiono ben chiari alla stessa Intelligenza Artificiale. Se infatti andiamo a interrogarla sull’argomento, chiedendo: “Puoi sottolineare i problemi che possono sorgere dall’utilizzo di ChatGPT limitatamente al settore delle Risorse Umane”, ecco che alcune delle risposte ci aiutano a inquadrare meglio la questione:

  • Mancanza di personalizzazione: è un modello di lingua naturale addestrato su una vasta gamma di dati, ma potrebbe non essere in grado di comprendere appieno le specifiche esigenze.
  • Rischio di predizioni errate: come qualsiasi altro algoritmo di apprendimento automatico, può produrre risultati imprecisi o errati. Ciò potrebbe portare a decisioni sbagliate nel processo di selezione dei candidati o nella valutazione delle prestazioni dei dipendenti.
  • Dati di addestramento limitati: l’addestramento di ChatGPT richiede una grande quantità di dati. Se i dati di addestramento disponibili per il settore delle risorse umane fossero limitati o incompleti, questo potrebbe influire sulla precisione del modello.
  • Manutenzione e aggiornamento del modello: richiede un costante aggiornamento e manutenzione per rimanere al passo con le ultime tendenze e sviluppi nel settore delle risorse umane. Ciò potrebbe richiedere risorse aggiuntive da parte dell’organizzazione, come il tempo e i costi associati alla formazione del personale.
  • Mancanza di empatia: è un modello di lingua naturale, ma manca della comprensione emotiva e dell’empatia umana. Ciò potrebbe limitare la sua capacità di fornire un supporto emotivo ai dipendenti o di comprendere le sfumature emotive dei candidati in un colloquio di lavoro.

Si dice: “non domandare all’oste se il vino è buono”, ma almeno in questo caso possiamo fidarci delle risposte sincere di questo particolare oste digitale. Insieme al quale c’è un percorso ancora tutto da scrivere… o quasi.

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