Organizzazione aziendale: Agile è meglio
Il modello gerarchico e burocratico di organizzazione aziendale sta ormai da tempo dimostrando tutti i suoi limiti nel rispondere in maniera adeguata alle esigenze di continua innovazione imposte dal mercato. Questi limiti sono divenuti ancora più evidenti nell’ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria, che ha costretto le organizzazioni di ogni tipo e dimensione a rivedere le modalità di lavoro e di collaborazione, accelerando a dismisura quello che era comunque un processo in atto.
Già i dati del 2018 dell’Osservatorio sul Change Management facevano infatti notare come il tasso di successo delle aziende che stessero investendo in strutture agili, con organizzazioni a rete e cicli decisionali rapidi, fosse pari quasi al doppio rispetto a quello delle altre aziende. E la ricerca del 2020 dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano, prodotta in piena pandemia, ha confermato come le aziende con Organizzazione Agile si siano “dimostrate più pronte di quelle tradizionali a rispondere ai cambiamenti dell’emergenza”, potendo anche contare su livelli di motivazione e di engagement del personale molto superiori rispetto alle altre.

Le basi dell’Organizzazione Agile
A partire dal manuale di Henry Mintzberg, che negli Anni 70 parlava di “Adocrazia” riferendosi a un modello organizzativo innovativo, “ad hoc”, basato sul raggiungimento del risultato specifico e contrapposto a quello burocratico tradizionale, la capacità di adattamento, l’orientamento verso il risultato, la necessità di apprendimento continuo, di una efficace comunicazione interna e la minore formalizzazione della leadership sono stati individuati come alcuni degli elementi strategici per il successo. La rivoluzione Agile, che ha preso le mosse da un pool di sviluppatori di software informatici statunitensi a inizio Anni 2000, ha concentrato proprio sulla capacità di stare al passo col mercato tutto il suo modello organizzativo, strutturando un sistema fatto di team di lavoro snelli e orientati a obiettivi predeterminati, di feedback e test di verifica continui e di eliminazione di tutte le procedure ritenute non funzionali.
I numeri
Negli ultimi anni questa metodologia di lavoro sta prendendo piede nelle aziende anche in Italia, dando come risultati un elevato livello qualitativo dei prodotti o servizi offerti, una netta riduzione dei tempi di lavoro e un’ottimizzazione dei costi e degli investimenti. Risultati che, guardando ai dati del Politecnico di Milano, si traducono in numeri: “Il 66% delle organizzazioni agili è preparata alla sfida digitale, contro il 35% di quelle tradizionali. Nelle organizzazioni agili in media il livello di engagement dei lavoratori è superiore del 25%, la learning agility del 24%, la performance del 26%”, si legge nella ricerca.
Ovviamente le soluzioni non arrivano dall’oggi al domani. Rendere Agile l’organizzazione aziendale significa procedere in maniera progressiva, con un approccio incrementale e monitorando qualitativamente i risultati, così da poter imparare dagli errori. E’ fondamentale che tutte le parti dell’organizzazione vengano coinvolte dal cambiamento e motivate, così come lo è individuare degli indicatori qualitativi, da tarare sulle singole esigenze aziendali. Improvvisare può risultare più dannoso del limitarsi a non agire.
