Manager a distanza, la leadership in modalità smart
L’esperienza degli ultimi mesi ha di fatto accelerato a dismisura, anche in un paese non così allenato al cambiamento come il nostro, un processo già ampiamente in atto negli ultimi anni: quello relativo al progressivo spostamento in remoto di molte modalità di lavoro. E così come è diventato comune attenersi al distanziamento come meccanismo di protezione, anche per ciò che riguarda la leadership aziendale si è fatto via via strada un concetto che potrebbe definirsi come “distanziamento manageriale”, con le figure dirigenziali che si sono trovate a fare i conti con uffici semivuoti, team di lavoro sparsi in località differenti e tutta una serie di nuove consuetudini da digerire in tutta fretta.
Ma quali sono gli elementi strategici da tenere in conto per risultare un efficace manager a distanza e non soccombere a questa nuova normalità?
La tecnologia come strumento, non come barriera
Sarebbe bizzarro non riconoscere la profonda differenza di coinvolgimento che intercorre tra un incontro fisico e uno virtuale, che avviene ad esempio dietro lo schermo del pc o attraverso messaggi di posta elettronica. Questo non significa però che a doverne risentire sia l’efficacia della comunicazione, che va necessariamente rimodulata in base al mezzo che la veicola. La ricchezza degli incontri faccia a faccia deve giocoforza lasciare il posto a un uso più ragionato e misurato dei canali da utilizzare, delle azioni e delle parole, senza che a risentirne sia la gestione della comunicazione. Nascondersi dietro l’inadeguatezza degli strumenti tecnologici significa non essere pronti a sviluppare abilità specifiche e diverse, cosa che va in chiara contraddizione con il concetto stesso di leadership.

La Comunicazione con il team di lavoro
Un team che lavora in differenti punti fisici non deve perdere il senso del lavoro di squadra. Fondamentale quindi, da parte del manager a distanza, puntare su una comunicazione costante con tutti gli elementi coinvolti, avendo ben chiari scadenze e obiettivi di volta in volta prefissati. Strategico valutare l’uso, a seconda dell’esigenza, di videochiamate, telefonate, posta elettronica o messaggi, ricordandosi sempre l’importanza di ascoltare oltre che parlare. Avere brevi ma costanti momenti di incontro di gruppo, pianificare riunioni più lunghe per fare il punto della situazione e, ove possibile, incontri anche fisici uno a uno per approfondire determinate tematiche sono tutti aspetti da tenere bene a mente.
Motivare la squadra fa il bene dell’azienda
Uno degli aspetti più critici del lavoro da remoto è quello della motivazione e dell’impegno dei collaboratori, che ha ovvi riflessi, in positivo e in negativo, su produttività e benessere aziendale. Il nuovo modello di leadership del manager a distanza non può sottovalutare l’importanza di questo elemento, e deve considerare tutte le strategie per far sì che la squadra si riconosca al massimo nella cultura aziendale e sia consapevole dell’unità di intenti, senza porre inutili limiti a quella autodeterminazione che può risultare il vero valore aggiunto.
Perché se da un lato è vero che stipendio e incentivi hanno il loro ruolo nel campo motivazionale, è altrettanto vero che una buona leadership oggi deve saper agire sulla motivazione intrinseca dei dipendenti, favorendo una certa autonomia decisionale, apprezzando i successi e sapendo gestire l’errore come spunto per un miglioramento futuro. E vale a distanza così come in presenza.
