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Welfare aziendale, numeri e prospettive per il 2021

17 Marzo 2021
Welfare aziendale, numeri e prospettive per il 2021

La situazione emergenziale che si protrae ormai da un anno a questa parte non aiuta a restituire un’immagine chiara delle prospettive del welfare aziendale per l’anno in corso e quelli a venire. La progressiva diffusione alla quale si stava assistendo fino al 2019 dovrebbe aver subito – il condizionale è d’obbligo vista l’assenza di dati ufficiali – una qualche contrazione, anche se più di un segnale testimonia come nelle aziende dove il discorso sulle iniziative di welfare fosse già ben avviato, gli investimenti non siano calati, anzi.

Leggendo infatti tra le righe del Rapporto dal titolo “Organizzazioni solidali ai tempi del Covid-19”, curato da Franca Maino e Federico Razetti e pubblicato nel mese di giugno 2020, si scopre che di quel 53% di aziende che aveva risposto positivamente alla domanda sulla presenza di forme attive di welfare prima della tempesta legata al Covid-19, ben il 93,5% ha dichiarato di aver rafforzato o esteso tali misure a seguito della crisi. Ciò conferma che, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda, la pregressa esperienza maturata dall’organizzazione negli investimenti in welfare ha giocato un ruolo determinante. Segno di un apprezzamento generalizzato.

Welfare aziendale e dimensioni dell’impresa

Se è vero che l’introduzione del welfare in azienda si conferma legato in buona parte alla dimensione dell’impresa e alla collocazione geografica, con oltre 4 intese su 10 stipulate in aziende con oltre 1000 dipendenti e quasi 7 su 10 in imprese del Nord Italia(*), appare altrettanto evidente come, negli ultimi anni, anche l’interesse delle PMI verso questo strumento stia via via crescendo.

Sembra infatti essere sempre più chiaro anche alla piccola-media impresa il ruolo determinante nella gestione aziendale che può avere la scelta di dotarsi di un piano di welfare redatto da professionisti specializzati con competenze specifiche. Un ruolo che non è sempre legato a un impatto diretto e immediato sul business, ma che concorre al raggiungimento di risultati tangibili intervenendo in maniera chiara sul benessere organizzativo aziendale, soprattutto quando il piano di welfare è impostato in un orizzonte di medio e lungo periodo.  

Numeri e prospettive future

La conferma di questo accresciuto interesse arriva dai numeri del Welfare Index PMI 2020, che fotografa una situazione nella quale il 22,2% delle piccole e medie imprese italiane si dimostra molto attivo nel welfare aziendale, con un’azienda su due che ha comunque attivato qualche iniziativa nel settore. E nonostante la crisi in corso, anche in questo caso gli estensori del rapporto sottolineano come: “le imprese molto attive nel welfare aziendale con le proprie iniziative di contrasto all’emergenza Covid-19 hanno ottenuto risultati superiori alla media. Possiamo dunque dire che le capacità già maturate di welfare hanno permesso alle imprese di reagire alla crisi in modo efficace, contribuendo a mitigarne l’impatto”.    

I dati rilevati nella ricerca relativa alle PMI lo indicano chiaramente: l’introduzione del welfare aziendale ha ricadute benefiche sull’azienda. Nel 34,4% dei casi ha inciso positivamente sulla produttività del lavoro, nel 38,5% sulla soddisfazione dei lavoratori e il clima aziendale e per una quota simile sulla fidelizzazione dei dipendenti, infine nel 38,7% dei casi sull’immagine e sulla reputazione dell’azienda. A patto ovviamente di sviluppare strategie e politiche coerenti, individuando i bisogni significativi, coinvolgendo e comunicando adeguatamente con la platea dei lavoratori.

Guardando dunque alla risposta sul campo delle aziende già attive e tenendo presente quanto l’organizzazione tradizionale del lavoro, a tutti i livelli, sia soggetta a cambiamenti repentini nell’immediato e necessariamente negli anni a venire, pianificare al meglio interventi di welfare aziendale che risultino vantaggiosi sia per l’imprenditore che per i dipendenti sembra confermarsi una scelta capace di avere un impatto determinante.

(*)dati “Welfare for People”, terzo rapporto sul welfare occupazionale e aziendale in Italia promosso dalla Scuola di alta formazione ADAPT e dall’Osservatorio UBI Welfare

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