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Vuoi dipendenti più produttivi? Lascia che si prendano una pausa! 

06 Febbraio 2024
Vuoi dipendenti più produttivi? Lascia che si prendano una pausa! 

È opinione diffusa che aumentare la produttività scaturisca direttamente dal dedicare più tempo al lavoro. Si crede che più tempo profuso nelle attività lavorative corrisponda direttamente a più cose portate a termine. Si aggiunga che la narrazione comune della “routine quotidiana” dei leader più affermati prevede un cliché composto da sveglie giornaliere alle 5 del mattino, lavoro nel corso dei fine settimana e ottimizzazione forzata di ogni aspetto collegato al tempo-lavoro. E davanti alla necessità di confrontarsi con carichi di lavoro sempre crescenti, non mancano i lavoratori che si ritrovano a dover saltare il pranzo o restare in ufficio fuori orario.

Con un quadretto del genere, non stupisce che gli indicatori dei livelli di stress e di vero e proprio burnout facciano segnare ogni volta nuove impennate, né tantomeno il fatto che, all’opposto, il coinvolgimento sia costantemente in calo. Cosa fare dunque per non andare ad intaccare il benessere lavorativo e nello stesso tempo garantire quegli alti livelli di performance richiesti dal mercato odierno? Potrà sembrare controintuitivo, ma la soluzione migliore è quella di favorire le giuste pause durante il lavoro, piuttosto che il fatto di tentare di portarlo avanti a tutti i costi.

Cosa dicono i dati sulle pause durante l’orario di lavoro

Quello che emerge con costanza dalle ricerche scientifiche è la documentazione degli effetti benefici del recupero post-lavoro, mentre molte meno evidenze si hanno rispetto a quello che avviene durante il tempo del lavoro, quando ci si prendano le giuste pause. Un team dell’Harvard Business Review, andando a verificare proprio i risultati delle varie ricerche sull’argomento e dopo un’analisi attenta di oltre 80 studi, ha invece messo in luce come i dipendenti che si allontanano dal lavoro anche solo per pochi minuti, facendo pause regolari, aumentino la loro produttività, la soddisfazione lavorativa, la salute mentale e il benessere, risultando nel complesso più coinvolti nel loro lavoro.

I ricercatori concludono che – contrariamente alla narrativa popolare secondo cui più si lavora più si produce – fare pause durante l’orario di lavoro non solo non diminuisce le prestazioni, ma può contribuire a migliorarle.

Come quando le batterie vanno giù e hanno la necessità di essere ricaricate, tutti noi disponiamo di una riserva limitata di risorse fisiche e psicologiche. Quando le nostre batterie si scaricano, ci sentiamo esausti e più stressati. Lavorare in queste condizioni produce risultati scadenti e aumenta le percentuali di errore.

pause lavorative benessere

C’è pausa e pausa … come sfruttarle al meglio?

Ma come prendersi una pausa e sfruttare al meglio il tempo lontano dal lavoro? Innanzitutto, è importante svolgere un’attività che utilizzi una parte diversa del cervello rispetto a quella utilizzata per il lavoro. Disattivare e poi riattivare la parte del cervello che veniva utilizzata ripristina la capacità di concentrarsi e prestare attenzione, con conseguente miglioramento della concentrazione mentale quando i dipendenti tornano dalle pause, secondo uno studio condotto dall’Università dell’Illinois.

Nello stesso tempo, fare una camminata, qualche esercizio, entrare in contatto con la natura o uscire, pranzare o fare uno spuntino, bere una bevanda, fare qualche respiro profondo, meditare o esercitare la propria creatività sono tutti modi altrettanto validi per disattivare la routine e riattivare la propria attenzione. Non è detto che una pausa più lunga equivalga necessariamente ad una pausa migliore. Staccare dal lavoro anche solo per pochi minuti ma in modo regolare (micro-pause) può essere sufficiente per prevenire l’esaurimento e migliorare le prestazioni.

E se state pensando alle vostre piccole pause dedicate a “scrollare” sui social network, ebbene i dati di una comparazione degli effetti di queste pause rispetto a quelle appena citate parlano chiaro: non solo non producono gli stessi benefici effetti sull’organismo, ma in taluni casi contribuiscono ad aumentare l’esaurimento emotivo, risultando controproducenti e impattanti sulla qualità del lavoro svolto.

Leadership e pause durante l’orario di lavoro

Il ruolo di un manager attento al benessere dei suoi collaboratori, e di un’azienda che punti a raggiungere alti livelli di performance, dovrebbe prevedere anche un’adeguata consapevolezza dei benefici derivanti da questi micro-momenti di ricarica delle energie. Il leader dovrebbe fungere da esempio positivo in questo senso, mostrando come usare al meglio il tempo della pausa e rifuggendone la colpevolizzazione. Per ciò che riguarda l’azienda, potrebbe risultare strategico lavorare anche sugli spazi fisici dove i dipendenti possano prendersi una pausa corroborante. Con l’obiettivo di far sì che la stessa smetta di essere qualcosa da fare sottobanco, senza farsi accorgere, ma venga promossa come una delle strategie utili a rendere al meglio nel tempo dedicato alla produzione.

Crediti immagini:
Immagine di marymarkevich su Freepik
Immagine di master1305 su Freepik

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