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Raccontare il 2023 del mondo del lavoro con i numeri

20 Dicembre 2023
Raccontare il 2023 del mondo del lavoro con i numeri

Raccontare che anno è stato per il mondo del lavoro servendosi dei numeri. Quella che di primo acchito può sembrare una sorta di ossessione, dovrebbe invece essere, o diventare, una pratica abituale per chiunque si occupi di business e di crescita. Sappiamo bene come in molti casi ancora parecchi imprenditori “vecchio stampo” si fidino dell’istinto o delle consuetudini, che purtroppo si dimostrano entrambi fallaci nell’intercettare per tempo i cambiamenti in atto. Facciamoci dunque raccontare questo 2023 che va a finire attraverso i numeri di alcune ricerche, capaci di descriverlo e insieme di farci guardare al prossimo anno con una maggiore consapevolezza.

L’intelligenza artificiale si prende la scena

Secondo i dati raccolti da McKinsey, il 58% dei rispondenti alla CEO Excellence Survey mette in guardia sul fatto che il trend che avrà maggiore impatto sul business e su organizzazione e leadership aziendale è rappresentato senza dubbio alcuno dalle tecnologie emergenti. E il 2023 è stato l’anno del boom dell’intelligenza artificiale, che ha catturato l’attenzione collettiva grazie alle applicazioni che generano immagini, testi, video, diventate ormai ampiamente disponibili per l’uso pubblico.

L’AI ha già iniziato a trasformare parecchi ruoli, dal settore delle vendite allo sviluppo dei software. Poiché oggi fino al 40% delle attività dei lavoratori implica la comprensione del linguaggio naturale, i lavori che riguardano comunicazione, archiviazione e documentazione hanno un potenziale di automazione significativo attraverso gli strumenti di intelligenza artificiale generativa. Questa tecnologia potrebbe accelerare la trasformazione del lavoro in settori quali istruzione, formazione e assistenza già nel corso dei prossimi mesi a venire.

Le aspettative dei lavoratori cambiano

Come appare ovvio, con l’avanzare delle tecnologie emerge la necessità di dotarsi di personale competente in tal senso. Sbaglia però l’imprenditore che pensa sia sufficiente alzare solamente la posta alla voce stipendi, per attrarre o trattenere i talenti del settore, visto che i dati della Great Attraction Survey ci confermano come gli aspetti strettamente finanziari del lavoro si trovino solamente al quarto posto nelle preferenze dei lavoratori del settore (e non solo).

Per risultare attrattivi nel mercato dei talenti competenti, insomma, bisogna fare attenzione a fornire prospettive di carriera e di avanzamento (al primo posto per il 47% dei lavoratori), a dare la giusta disponibilità al lavoro flessibile (priorità per il 46%) e a far sì che il lavoro svolto abbia un significato, un senso (la ricerca del quale è una priorità per il 44% dei lavoratori).  

il 2023 del mondo del lavoro coinvolgimento

Il coinvolgimento è sempre più strategico

L’engagement, il coinvolgimento del lavoratore, è ormai un fattore determinante e fa la differenza a livello produttivo e di benessere lavorativo. Gallup conferma come con lavoratori coinvolti si riduca l’assenteismo in azienda dell’81% e la produttività mediamente si alzi del 18%. I dati raccolti da Culture Amp mettono in luce però come nel corso del 2023 il numero di lavoratori che si dichiarino coinvolti sia diminuito in media a livello mondiale dell’1,2%, con punte superiori al 3% nella nostra Europa (nella quale siamo fanalino di coda quanto a coinvolgimento sul lavoro). E se tutto ciò fa suonare un campanello d’allarme per i mesi a venire, deve invece far riflettere il fatto che a livello globale, il fattore maggiormente correlato all’engagement sia la fiducia nella leadership aziendale.

La centralità della leadership aziendale

I dati ci suggeriscono che i dipendenti sono alla ricerca di aziende in cui sentirsi rassicurati dal fatto che i loro leader siano in grado di fornire risultati tangibili sia dal punto di vista culturale che strategico. Dal punto di vista della gestione culturale, è importante che i leader sappiano comunicare una visione stimolante e chiarire la maniera in cui le singole persone contribuiscono a tale missione aziendale. Da un punto di vista strategico, i dipendenti si aspettano che la leadership prenda decisioni che allochino efficacemente le risorse e riconoscano e promuovano servizi e produzioni di alta qualità.

Lo sviluppo della leadership è stata una priorità assoluta per i leader delle Risorse Umane nel 2023. Il 60% dei leader HR ha affermato che aumentare l’efficacia del proprio team di gestione è parte della loro strategia per migliorare il futuro del lavoro (dati Gartner). In un contesto che ancora però risente dei disagi organizzativi dovuti alla pandemia, ben il 43% dei professionisti HR riconosce di non avere una chiara strategia di sviluppo per il futuro.

Da quello che è emerso nel corso dell’anno che sta terminando, coloro che sono investiti della leadership aziendale avranno sicuramente alcuni punti da tenere a mente:

  • avere ben chiaro come comportarsi nei confronti della flessibilità lavorativa;
  • affrontare il burnout del personale e dei manager aziendali (più della metà dei manager denuncia stress e burnout secondo i dati del Work Trend Index di Microsoft);
  • rimpiazzare efficacemente il personale in uscita nel corso dei prossimi mesi;
  • assicurare la massima trasparenza nelle decisioni relative ai passaggi di ruolo.

Tenendo in forte considerazione il benessere dei dipendenti, i dipartimenti delle Risorse Umane si troveranno nella posizione ideale per affrontare le opportunità e le sfide che ci attendono nel corso del 2024. Con l’augurio, da parte nostra, che sia un anno proficuo.

Crediti immagini:
Immagine di Rochak Shukla su Freepik
Immagine di Freepik

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