Formazione a distanza, verso un nuovo modello integrato
Gli ultimi mesi hanno segnato un inevitabile punto di svolta per quello che riguarda i processi di fruizione della formazione aziendale. Se già prima dell’emergenza sanitaria si intravedevano segnali di un progressivo cambiamento nelle esigenze e nelle modalità, oggi si può affermare che la transizione dal “modello aula” a un modello integrato che sfrutti tutte le potenzialità e i benefici della formazione a distanza sia un percorso consolidato, e rappresenti già per molte aziende e lavoratori la realtà quotidiana o il punto di arrivo in un processo di miglioramento continuo.
Che cos’è la Formazione a distanza?
La FaD, acronimo che sta appunto per formazione a distanza, sfrutta il supporto tecnologico per favorire il collegamento tra docente e fruitore del servizio e si è imposta durante tutta la fase pandemica consentendo collegamenti a piattaforme online e apprendimento di gruppo in un momento in cui non era possibile effettuarlo nelle modalità tradizionali in presenza.
Stando ai dati dell’Observatory Barometer 2020 di Cegos, l’86% degli specialisti HR aveva adattato l’offerta formativa aziendale durante il periodo di lockdown, il 46% aveva convertito l’iniziale formazione in aula in formazione online e il 29% aveva istituito nuovi percorsi formativi proprio a seguito dell’emergenza sanitaria.
Come altra caratteristica peculiare, la formazione a distanza offre l’opportunità di essere fruita anche in maniera asincrona, secondo ritmi e modalità del tutto personalizzati e singolari.

I benefici della Formazione a distanza
Anche nel periodo successivo alla fase emergenziale vera e propria la formazione a distanza si conferma strategica sotto molti punti di vista:
- per ciò che riguarda le possibilità che offre nell’ambito dell’apprendimento continuo, visto che può essere fruita in ogni momento e in ogni situazione dove vi sia una connessione a internet;
- per la sostanziale riduzione di molti dei costi collegati alle modalità tradizionali di formazione in presenza;
- per quell’esigenza di personalizzazione che più volte era stata sottolineata come centrale nel passaggio da “un’offerta corsuale standardizzata ad una domanda individuale di competenze”. Il passaggio è tratto dal XIX Rapporto sulla Formazione Continua di ANPAL, dove si evidenzia anche come “va assumendo sempre più importanza il potenziale moltiplicativo e trasformativo che la formazione è capace di attivare nei processi personalizzati di apprendimento e di crescita sia dei lavoratori, sia dell’impresa”.
La formazione integrata del prossimo futuro
Il mercato del lavoro richiede infatti con sempre più insistenza aggiornamenti continui, particolarmente per ciò che riguarda le soft skill della forza lavoro, in ambito comunicativo, di adattamento, di competenze digitali e di autonomia sul lavoro, almeno quanto impone alle imprese di investire sulla motivazione dei dipendenti, sulla loro identificazione nella cultura aziendale e sul lavoro di squadra per ottenere benefici in termini di performance produttiva.

Inevitabilmente nel prossimo futuro i processi formativi dovranno integrare le diverse esigenze in un modello che sfrutti da un lato tutti i benefici della formazione a distanza, e che dall’altro sappia valorizzare al massimo quelli legati al coinvolgimento dei sensi e dell’esperienza fisica, del confronto diretto con il formatore e dell’utilizzo delle facoltà percettive e cognitive. Alla ricerca di un nuovo equilibrio, che produca i suoi effetti benefici così per le persone coinvolte come per le organizzazioni.
