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Recruiting: 5 profili del lavoratore odierno

02 Agosto 2022
Recruiting: 5 profili del lavoratore odierno

“Nessuno ha più voglia di lavorare!”. Oppure… “Non esiste più l’etica del lavoro!”.
Quante volte avete sentito queste frasi, o voi stessi le avete usate a proposito della difficoltà nel reperimento del personale o come commento al fenomeno delle Grandi Dimissioni? Circola da qualche giorno in rete un simpatico meme che fa il verso proprio a questa tendenza a voler semplificare un discorso che è in effetti parecchio complesso, e che lo fa raccogliendo le citazioni della frase apparse sui quotidiani americani dal 1894 ad oggi.

Ben 130 anni di “Nessuno ha più voglia di lavorare”…

Andare a cercare di volta in volta i motivi che sono dietro a questa evidente semplificazione è invece un po’ più arduo. Ci ha provato una recente ricerca di McKinsey & Company (*), prendendo atto di come quella che è stata la novità delle dimissioni di massa dell’ultimo periodo si sta consolidando in una realtà di grande rimescolamento dei posti di lavoro e di grande rinegoziazione delle condizioni.

Siamo insomma, a livello globale e in parte anche per ciò che riguarda il nostro paese, di fronte a una fase nella quale le persone cambiano con maggiore facilità lavoro e settore, passano da ruoli tradizionali a ruoli non tradizionali, avviano un’attività in proprio, si stanno prendendo una pausa per occuparsi della propria vita personale o si stanno imbarcando in un anno sabbatico. Come non soccombere quindi nella competizione per accaparrarsi i migliori talenti

Analizzando la ricerca, emerge una discrepanza fondamentale tra la domanda di talento da parte delle aziende e il numero di lavoratori disposti a fornirlo. I datori di lavoro continuano infatti a fare affidamento sulle leve tradizionali per attrarre e trattenere il personale, come salario e opportunità di avanzamenti di carriera, mentre, in seguito alla pandemia, sempre più persone hanno effettuato una rivalutazione di ciò che vogliono da un lavoro, anche in relazione alla vita privata, mettendo in crisi il percorso tradizionalista.

Come dunque risultare attrattivi sul fronte datoriale? Diventando più creativi nelle loro offerte ai dipendenti attuali e potenziali, e tenendo presenti le differenze tra i lavoratori. La ricerca di McKinsey & Company delinea a questo proposito 5 profili.

Recruiting: 5 profili del lavoratore odierno

I lavoratori tradizionali: salario e carriera

Sono persone orientate alla carriera, che si preoccupano dell’equilibrio tra lavoro e vita privata ma sono disposte a fare compromessi per il bene del proprio lavoro. Sono motivati a lavorare a tempo pieno per grandi aziende in cambio di un pacchetto retributivo competitivo e vantaggi, un buon titolo di lavoro, uno status presso l’azienda e un avanzamento di carriera. Questi dipendenti sono più facili da trovare attraverso strategie di assunzione consolidate e ciò che questi lavoratori vogliono corrisponde a ciò che le aziende hanno storicamente offerto per assumere e mantenere le persone.

I lavoratori flessibili: tutto per l’autonomia

La maggioranza degli intervistati, con un’età che spazia dai 25 ai 45 anni, che apprezza la flessibilità del posto di lavoro, il lavoro che abbia un senso e la retribuzione come principali motivazioni per rimanere ingaggiati. Cercano prima di tutto la flessibilità e l’autonomia, e per le organizzazioni può essere difficile attirarli. Si tratta infatti di organizzare il lavoro per obiettivi e risultati da raggiungere piuttosto che in una settimana lavorativa preconfezionata da 5 giorni, andando per quanto possibile incontro alle esigenze dei lavoratori per ciò che riguarda gli incontri in presenza o da remoto.

I lavoratori che prestano anche assistenza: da casa e con qualche supporto

Un profilo purtroppo “emergente” dopo oltre due anni di pandemia. Si tratta di persone prevalentemente tra i 18 e i 44 anni, con più donne che uomini, molte delle quali genitori o che prestano assistenza a parenti e anziani. Molte persone in questo gruppo avevano bisogno di maggiore flessibilità e sostegno rispetto al lavoro tradizionale offerto, e lasciato, per prendersi cura dei bambini, dei genitori o di se stessi. La loro motivazione per tornare nel mondo del lavoro non può essere la sola retribuzione quanto piuttosto flessibilità sul posto di lavoro, sostegno alla salute e al benessere e possibilità di sviluppo della carriera. Potrebbero essere attirati con offerta di opzioni part-time, settimane lavorative di quattro giorni, orari flessibili o pacchetti di vantaggi personalizzati.

I lavoratori idealisti: studenti e giovani part-time

Si tratta di persone dai 18 ai 24 anni, e molti sono studenti o lavoratori part-time. Per lo più non hanno persone a carico, mutui e altre responsabilità, quindi apprezzano maggiormente la flessibilità, le possibilità di sviluppo della carriera, un lavoro che abbia un significato e una comunità di persone affidabili e di supporto, mentre si preoccupano molto meno del salario, più in basso nella lista delle preferenze. Oltre alla necessaria flessibilità, le aziende per corteggiare profili di questo tipo devono dimostrare di voler investire su di loro, fornendo prospettive, e lavorare sulla cultura dell’inclusione, un elemento considerato molto importante per questo segmento.

I (non) lavoratori rilassati: la carriera non viene prima di tutto

In questo gruppo si collocano coloro che non cercano attivamente lavoro e coloro che potrebbero tornare al lavoro tradizionale solamente nelle giuste circostanze. Sicuramente vorranno che qualcosa di più della tradizionale proposta di valore per essere attirati di nuovo nella forza lavoro attiva, inclusa la promessa di un lavoro che abbia un significato. Fanno parte di questa categoria i tanti lavoratori che si sono dimessi a causa della pandemia, con solo uno su cinque di loro che cerca attivamente di rientrare nel mondo del lavoro.

Per le aziende in cerca di personale non si tratta quindi di reinventare in toto la loro proposta di valore, quanto piuttosto riflettere bene su come quella proposta sia rappresentativa della cultura e degli obiettivi aziendali e concentrarsi su come risultare attrattivi per il bacino di persone che esse intendono avvicinare. O in alternativa possono comunque continuare a lamentarsi del fatto che “Nessuno ha più voglia di lavorare”!

* (FONTE RICERCA MCKINSEY & COMPANY)

Image & Image by rawpixel.com

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