A proposito di Diversità, Equità e Inclusione
Tenere nella giusta considerazione i bisogni di tutti all’interno della strategia gestionale, riconoscendo e valorizzando le differenze individuali con il fine ultimo di avere a disposizione il massimo potenziale di ciascun individuo che sia parte dell’azienda.
Tutto questo è strategia DE&I, una sigla che sta per Diversità, Equità e Inclusione. Un concetto che si sta facendo (spesso purtroppo più lentamente del previsto) strada anche dalle nostre parti, garanzia per tutti i dipendenti delle stesse opportunità di accesso e di crescita lavorativa.
Si tratta di tre valori strettamente collegati fra loro, che stanno assumendo un’importanza crescente non solo perché parte integrante di una cultura che si rifiuta di discriminare in base a scelte personali o a differenze etniche, di età o di sesso, ma perché strategici a livello di motivazione del personale e di business.
Le aziende che più sono avanti da questi punti di vista hanno un vantaggio competitivo sulla concorrenza e, come ben evidenziato dal Report “Best Workplaces™ for Diversity, Equity & Inclusion 2023” di Great Place to Work, “guadagnano in cambio una fiducia più profonda e un maggiore impegno da parte dei propri collaboratori”. E in un momento storico nel quale il coinvolgimento del personale in Italia è ai livelli minimi, non è cosa da poco.
Che cosa si intende per DE&I: Diversità, Equità e Inclusione
Quali sono gli elementi base di una strategia DE&I?
Quando si parla di Diversità, si fa riferimento come ovvio alla non discriminazione e alla garanzia di pari opportunità a prescindere dal genere, dall’età, dal colore della pelle, ma anche da determinate situazioni psico-fisiche dell’individuo. L’Equità si riferisce a un trattamento giusto per tutte le persone, in modo che le norme, le pratiche e le politiche in atto garantiscano che l’identità non sia predittiva delle opportunità o dei risultati sul posto di lavoro. L’Inclusione fa diretto riferimento al modo in cui la forza lavoro vive il posto di lavoro, ed a come l’organizzazione faccia comprendere a tutti i dipendenti che le loro voci saranno ascoltate, e i loro contributi reputati significativi.
Come veniva già ben sottolineato anche da McKinsey nel suo report “Diversity wins: How inclusion matters”, le aziende che pongono la massima attenzione alla strategia DE&I sono maggiormente in grado di rispondere alle sfide, attrarre i migliori talenti e soddisfare le esigenze di diverse tipologie di clienti.
Le aziende capaci di porre attenzione alla diversità, in particolare a quella di genere, nei dati del report citato avevano il 25% in più di probabilità rispetto alle aziende che non prestavano attenzione all’argomento di avere una redditività superiore alla media. Ma anche per ciò che riguarda diversità etniche e culturali il discorso appare abbastanza simile: nel 2019, le aziende “virtuose” superavano quelle “meno sensibili” del 36% in termini di redditività.

Benefici di una corretta strategia per Diversità, Equità e Inclusione
Tornando ai dati del già citato report di Great Place to Work, riferiti direttamente ad aziende del nostro paese, due dei principali benefici riscontrati dalle aziende più avanti nell’implementazione di strategie DE&I sono le opportunità di innovazione e l’attaccamento all’azienda.
Nel primo caso la differenza l’hanno fatta la possibilità di esprimere le proprie opinioni e di essere coinvolti nei processi di cambiamento e nello sviluppo di nuove idee e approcci lavorativi. E sappiamo tutti quanto possa essere importante per un’azienda poter essere innovativa di fronte ad un mercato esigente, competitivo e in costante cambiamento.
Nel caso dell’attaccamento all’azienda – particolarmente importante in tempi di Great Resignation e di difficoltà nel trattenere il personale – il report mette in luce come ben il 90% dei collaboratori delle aziende migliori in classifica possa essere identificato come avente una “high trust retention”, ovvero “collaboratori ambasciatori che considerano l’azienda un eccellente luogo di lavoro e che non sono a rischio di abbandono”. E chi non vorrebbe dipendenti così…
Che sia il caso di non sottovalutare l’importanza di una corretta strategia DE&I?
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