Professionista HR, come rispondere alla volatilità
Le parole che si utilizzano aiutano spesso a comprendere il momento in cui si vive e i cambiamenti in atto. Se fino a qualche tempo fa era di uso (ed abuso) comune la parola “resilienza”, oggi sempre più spesso quando si leggono articoli che fanno riferimento alla vita in azienda, alla leadership e alla gestione delle risorse umane ci si imbatte nella parola “volatilità”, quasi sempre in apertura. La mancanza di certezze granitiche, la perdita dell’appoggio della vecchia stampella costituita da quel “abbiamo sempre fatto così”, la velocità con la quale alcuni cambiamenti si sono concretizzati rispetto alle previsioni della vigilia, tutto ciò crea indubbiamente una situazione difficile da leggere anche per il professionista HR più esperto. Come dunque rispondere alla volatilità di questa fase storica?
Una maniera efficace per rimanere aggiornati è quella di seguire il più possibile i trend che emergono, e soprattutto guardare agli esempi virtuosi, cogliendone gli spunti. Uno di questi è la pubblicazione della Ricerca 2023 di Top Employers Institute, che ha come titolo proprio “Dalla teoria alla pratica HR”. Il report, scaturito dall’esperienza di 2.053 aziende certificate Top Employers di tutto il mondo, delinea tre trend che definiscono con sufficiente chiarezza quali sono le tendenze attuali e del prossimo futuro nel campo della gestione delle risorse umane:
- Un’Employee Experience cucita “su misura”
- “Ascoltare il battito” dell’organizzazione
- Impatto positivo come nuova Stella Polare
Andiamo ad approfondire le singole voci nel dettaglio.
Un’Employee Experience cucita “su misura”

L’Employee Experience ha da sempre rappresentato una sfida costante per le organizzazioni, e più che mai oggi con il dipendente che ha alzato l’asticella delle sue aspettative. Ecco che dunque l’azienda deve essere capace di cambiare il suo livello di attenzione, spostandosi da una visione “people centric” ad una che prenda in considerazione ogni singolo lavoratore, la sua complessità e le sue priorità.
Per generare coinvolgimento e motivazione, e dunque per attrarre, far crescere e fidelizzare i talenti migliori, l’azienda deve dimostrarsi creativa e impegnarsi positivamente e in maniera trasparente per fornire un’Employee Experience fortemente personalizzata, basata sull’ascolto e cucita su misura del singolo individuo.
Tre i momenti chiave nella costruzione di una strategia vincente:
- Approccio personalizzato al lavoro flessibile, da remoto e ibrido. I dati della ricerca evidenziano come 9 aziende Top Employers Italia su 10 offrano modalità di flessibilità lavorativa, a testimonianza di quanto ormai lo strumento sia gradito ai lavoratori. Il 66% autorizza i propri dipendenti a gestire autonomamente la sede e l’orario di lavoro, elementi che consentono il rafforzamento di una cultura di fiducia e assunzione di responsabilità.
- Well-being e benefit studiati su misura. Con l’equilibrio tra vita privata e lavorativa che ha assunto un’importanza centrale, le aziende non solo ampliano il range delle offerte nell’ambito del benessere, ma danno all’argomento un ruolo fondamentale in tutta la progettazione del percorso professionale del dipendente. Elementi centrali sono l’ascolto attivo delle esigenze e la personalizzazione delle offerte. A tale proposito, il 52% delle aziende Top Employers offre flex benefit, consentendo ai dipendenti di scegliere quelli che meglio si adattano alle loro esigenze.
- Personalizzazione della formazione e piani di carriera. Un tema fortemente sentito, con le organizzazioni più avanzate che utilizzano risorse digitali e personalizzate per raggiungere l’obiettivo di sviluppare le competenze e le capacità di cui le persone hanno bisogno e che desiderano per il loro futuro. Da notare come il 53% dei Top Employers Italia ritenga strategico offrire mentoring o coaching per lo sviluppo della carriera, e il 36% metta a disposizione un consulente di carriera in modo che tutti i dipendenti possano ricevere consigli personalizzati sui loro prossimi passi.
“Ascoltare il battito” dell’organizzazione

Essere in grado di tastare il polso dell’organizzazione significa, per coloro che sono investiti della leadership, investire nello sviluppo delle loro capacità di ascolto attivo e partecipazione. Saper captare per tempo i segnali di un ambiente in continua evoluzione permette di impostare strategie efficaci sul breve e sul lungo periodo, e di realizzare quel modello di leadership partecipativa che ha ormai soppiantato il vecchio modello del decisore seduto sulla cima della piramide.
Questa nuova cultura della leadership si basa su un ascolto aperto e sull’implementare e costruire feedback sempre più partecipati, tanto che il 60% dei Top Employers Italia richiede un feedback sulle competenze di leadership e l’84% dispone di una guida di follow up per il feedback. Elementi fortemente strategici, ad esempio, per imparare a conoscere meglio i punti di vista delle nuove generazioni e saperle coinvolgere, nonché per rafforzare i rapporti tra leader e dipendenti.
Impatto positivo come nuova Stella Polare

Uno scopo, vissuto in maniera empatica e condivisa da tutte le persone dell’organizzazione, si trasforma in impatto positivo. Non solo il 93% dei Top Employers Italia ha un purpose ben definito, ma la maggior parte di essi si impegna attivamente per tradurlo in azioni quotidiane concrete. Ben 7 su 10 includono lo scopo aziendale nella proposta di valore, coinvolgendo i dipendenti nella sua definizione e dandosi da fare per allineare l’effettiva esperienza dei dipendenti con la proposta di valore. Diversità, inclusione e sostenibilità sono termini che ormai rappresentano impegni concreti per le aziende migliori, e che si traducono in azioni quotidiane e concrete.
Per passare dalla teoria alla realtà, è necessario per il professionista HR interiorizzare questi spunti e saperli integrare nelle strategie aziendali di tutti i giorni. Praticando quell’arte della formazione continua che rappresenta l’arma migliore contro la volatilità di questo periodo storico.
Immagine di Drazen Zigic su Freepik
